domenica 22 giugno 2008

STASERA TUTTI INCOLLATI...


"La fantasia al potere" è quello che oggi manca. Ho una certa compassione, una certa commiserazione per i giovani che non hanno niente in cui credere, che non hanno un ideale per il quale impegnarsi, tanto che si rivolgono al calcio, alla moda, al motociclismo, allo sport. Ora, tu puoi immaginare che l'anima di un giovane, le speranze di un giovane debbano essere legate all'amore per una squadra di calcio?

Tiziano Terzani, "La fine è il mio inizio", pag.64.

6 pensieri:

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Condivido quelle parole perfettamente.Il calcio è solo un modo per deviare l'attenzione dai problemi seri del paese...

Daniele Verzetti, il Rockpoeta ha detto...

Le condivido anch'io nel momento in cui solo il calcio è per loro un ideale.

Altrimenti sono meno d'accordo. In primis lo sport vero ti insegana a lottare, avere cuore, ed il tifo vero (non quello fatto di odio) a sua volta ti fa recepire la sofferenza e la gioia per qualcosa che ti entra dentro.

Certo, nelle parole di Terzani si sente purtroppo tutta l'amarezza per una realtà ben diversa. Calcio vissuto come circenses, come rivalsa, come momento di aggregazione violenta, e calcio avvertito come opportunità per fomentare odi razziali e cmq e legati al diverso.

Esiste un confine importante tra essere un gruppo e diventare branco. Nel calcio molte frange di tifoserie organizzate questo confine spesso l'oltrepassano. Ma purtroppo, mai come oggi, il calcio assorbe il malessere della società.

La cronaca ci dimostra come non è necessario essere ultras per mettersi iin gruppo e dare la caccia ai Rom o ancora aggredire e stuprare una donna.

Siamo allo sbando, ed il calcio è solo uno degli aspetti di cui preoccuparsi.

articolo21 ha detto...

Grande Mauro Biani ^^

Vincenzo ha detto...

Per fortuna sono immune dal calcio…dalla nascita! Anticorpi naturali…menomale!

Generazione V ha detto...

condivido il pensiero daniele... il problema non è il calcio ma la strumentalizzazione che se ne fa di questo...
chi dice che per fortuna non si interessa di calcio perche è il male assoluto secondo me toppa in pieno.
Io ho passato tutta la mia infanzia a giocare a calcio nei settori giovanili e ho imparato il rispetto per gli altri, l'amore per lo sport e il rispetto delle regole del gruppo...
a differenza di miei coetanei che nn avevano la passione dello sport e che sono finiti chi in galera chi al parco a bucarsi.
per favore si può parlar male del sistema italiano calcio, della politica dello sport sbagliata e dei calciatori "vip" che non hanno piu i valori di quello sport...ma non demonizzate una delle cose piu belle che praticano milioni di italiani ogni giorno per sentirsi liberi e sorridere nel dare a calci un pallone.

Elia Banelli ha detto...

Infatti bisogna distinguere. Da una parte il sistema affaristico-economico che gestisce il calcio ad alti livelli (sponsor, diritti tv,fideiussioni,spalmadebiti,corruzione diffusa) dall'altra il valore sano e genuino che può rappresentare questo sport (come altri) in quanto elemento di socializzazione giovanile, di lotta al degrado della condizione umana ed alla solitudine nelle città (grandi e piccole). Una fondamentale via di salvezza dalla strada e dallo sbando. Questo è sicuro. Ma la frase di Terzani ovviamente è riferita a coloro che dedicano troppo tempo o troppo impegno ad una passione sportiva (considerando anche le degenerazioni di alcune tifoserie) ignorando tutto il resto, perdendo di vista passioni e slanci ideali una volta più diffusi tra i giovani.
Il rischio è l'appiattimento culturale, e come si è già detto mille volte, amare la propria patria solo quando si va allo stadio e non "servirla" tutti i giorni con costante impegno e senso civico.